Monthly Archives: October 2013

Guida all’ISS per il visitatore occasionale

La settimana scorsa ho avuto l’opportunità di parlare contemporaneamente con alcuni studenti di tre diverse università, in Italia, Germania e Israele. Le loro domande mi sono piaciute moltissimo, perché mi hanno permesso di giocare un po’ con loro, cercando nelle mie risposte di porre ancora più quesiti, che le loro giovani menti potranno investigare, se lo vorranno. Una domanda, semplice solo in apparenza, mi è giunta da una ragazza, che in inglese mi ha chiesto: “Qual è la cosa che più ti ha colpito della Stazione Spaziale?”. Non della mia missione, non delle visioni che negli ultimi 150 o poco più giorno hanno ridisegnato nella mia mente la geografia: ma...

Un giorno sulla Stazione Spaziale Internazionale

Il suono della prima delle due sveglie, che comincia a suonare alle 5:50GMT (come ogni mattina dal lunedì al venerdì), mi scuote da un sogno che non ricorderò, come sempre. Ancora intorpidito sciolgo le mie braccia, che sono rimaste conserte tutta la notte, e automaticamente porto le mani a cercare le due asole ai lati che consentono di tenere le braccia fuori dal sacco a pelo. Ogni movimento che faccio ne induce un altro, e il sacco, legato con quattro cordoncini alla parete del mio Crew Quarter, ondeggia galleggiando nel vuoto. La mia testa tocca con gentilezza il “soffitto”, poi tutto il corpo rimbalza lentamente in direzione opposta, e la punta dei...

Ogni fotografia racconta una sua storia

Una famosa canzone di molti anni fa, e che pochi forse ricorderanno, ripeteva insistentemente nel finale che ogni fotografia racconta una storia. Mi sono sempre entusiasmato ed emozionato nel guardare straordinarie foto, su riviste di natura, scienza, aeronautica – e la storia che ogni foto mi raccontava era già presente nell’immagine stessa, chiara, evidente, ovvia. Ma ho capito da poco di essermi sbagliato, probabilmente ogni singola volta che il mio cervello interpretava goffamente quello che vedevano i miei occhi. Non sono mai stato un bravo fotografo: non ho lo sguardo artistico di Karen, che coglie dettagli di straordinaria bellezza con la stessa quieta confidenza con cui crea bellissimi disegni, cucendo quilt con...

Cygnus

Fuori è buio, e probabilmente stiamo volando sopra un oceano, perché tutto è immerso in un impenetrabile nero. Guardandomi intorno nella Cupola mi rendo conto che probabilmente non si vedrebbe comunque nulla: anche le luci di una grande città sarebbero troppo fievoli e annegherebbero sopraffatte da quelle che mi circondano e che creano una surreale, azzurra penombra. Cygnus vola sotto di noi, invisibile nel buio che lo circonda, ma Karen e io lo cerchiamo comunque: so che l’alba non è lontana, e aspettiamo da una settimana di poterlo vedere. Forse ho perso un po’ dello “smalto” che avevo da pilota, quando i miei occhi erano addestrati a vedere e riconoscere un altro...

Concordia

L’inclinazione dell’orbita della Stazione ci permette di vedere la maggior parte della superficie terrestre, ma è al contempo una rotaia inesorabile che ci preclude la visione delle aree al di là del nostro orizzonte. Fra le aree che non vedremo mai dal nostro privilegiato punto di vista vi sono i Poli. Il nostro sguardo sfiora i circoli polari, ma si ferma intorno ai 70° senza potersi inoltrare fra quelle affascinanti, inesplorate e inospitali regioni. Recentemente ho avuto però l’opportunità di avvicinarmi, seppur virtualmente, a questo mondo sconosciuto ai più, attraverso l’esperienza vissuta da nove straordinarie persone: Anne Marie, Antonio, Elio, Evangelos, Olivier, Helene, Albane, Simonetta e Luigi mi hanno accolto nel caldo...

(English) Shared experiences of isolation in cold space

Il 20 Settembre  la nostra esperienza si è confrontata con un’altra unica nel suo genere per luogo ed isolamento; Alle 19:50 sullo schermo nella livingroom ecco apparire un luogo insolito, un piccolo spazio dove al centro una persona fluttuava nel nulla; era Luca Parmitano, astronauta Italiano attualmente in missione sulla Stazione Spaziale Internazionale. Eravamo tutti li ad ascoltare quel suo inglese perfetto, a provare stupore nel vedere una persona a testa in giù o sdraiato per aria per raggiungere una finestra. Ma in quel momento ho sentito la voglia di astrarmi da tutto ciò, in sottofondo continuavo a sentite la sua voce e le nostre che riempiono la stanza…. ed ho iniziato...